Terra delle Gravine

Nei territori interni che si aprono lasciando il litorale jonico, il paesaggio cambia radicalmente. Il paesaggio pianeggiante della costa cede il passo a una delle strutture geomorfologiche più imponenti e spettacolari d’Italia: il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Questo comprensorio, che unisce i comuni di Castellaneta, Laterza, Ginosa, Mottola, Palagianello e Massafra, è solcato da profondi canyon carsici scavati nei millenni dai corsi d'acqua.

Non si tratta solo di un fenomeno geologico straordinario, ma di uno scrigno di biodiversità e cultura che custodisce testimonianze archeologiche che iniziano dalla preistoria e continuano nei millenni arrivando fino al medioevo.
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  • Canyon della Terra delle Gravine
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La Geografia dei Canyon

Le gravine sono veri e propri canyon che si aprono al centro di complessi rocciosi, pareti verticali e sprofondano fino a oltre 200 metri verso il fondo dei relativi fiumi o torrenti che li hanno scavati nei millenni. Al loro interno si è conservato un microclima unico che ospita specie animali e vegetali altrove scomparse..

La Gravina di Laterza

È uno dei canyon più grandi d'Europa. Lunga 12 chilometri e profonda oltre 200 metri, si distingue per le sue pareti verticali e calcaree. Ospita l'Oasi LIPU Gravina di Laterza, un santuario per i rapaci rari come il capovaccaio (il più piccolo avvoltoio europeo), il falco grillaio e il lanario.

La Gravina di Castellaneta
Abbraccia letteralmente il centro storico del paese, che sorge arroccato sul ciglio del canyon. Ha una profondità che tocca i 145 metri ed è caratterizzata da una fitta vegetazione spontanea che colonizza i terrazzamenti rocciosi.

La Gravina di Ginosa
Circonda l'intero borgo antico. A differenza delle altre, mostra una forte antropizzazione storica lungo i suoi costoni, con centinaia di grotte artificiali disposte su più livelli sovrapposti.

Preistoria

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La Terra delle Gravine è stata un rifugio sicuro e un centro di vita per millenni. La combinazione tra la friabilità della roccia calcarea (il "tufo") e la protezione naturale del canyon ha permesso lo sviluppo di una vera e propria Civiltà Rupestre.
Le principali testimonianze storiche sono emerse con studi e ricerche e scavi archeologici che hanno svelato l'importanza dei siti rupestri nell'evoluzione umana a partire dal Paleolitico fino ad oggi.

Le grotte più profonde e i ripari sottoroccia lungo i fianchi dei canyon hanno restituito reperti fossili, strumenti in selce e frammenti ceramici che attestano la presenza umana fin dal Paleolitico e dal Neolitico. Questi siti offrono una documentazione archeologica che mostra come l'uomo abbia sfruttato le risorse idriche e la protezione climatica delle gravine per millenni, prima di spostarsi stabilmente sui pianori superiori.

Vi sono importanti siti paleolitici in particolare a Ginosa dove nel riparo sotto roccia dell'Oscurusciuto gli scavi condotti negli ultimi anni hanno portato alla luce uno uno degli ultimi insediamenti dei Neanderthal prima della loro estinzione.
In tutto il territorio del Parco delle Gravine vi sono centinaia di grotte e ripari sottoroccia che hanno restituito reperti del Neolitico ed Età dei Metalli

Protostoria ed età storica
Ampiamente documentata l'Epoca Classica con frequentazione peuceta e contatti con la le genti della Magna Grecia, insediamenti protostorici e storici fino al Medioevo (VI-XIV sec.) e la formazione dei Villaggi Rupestri (chiese, case e frantoi scavati nella roccia)

La Civiltà Rupestre

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Ampiamente documentata l'Epoca Classica con frequentazione peuceta e contatti con la le genti della Magna Grecia, insediamenti protostorici e storici fino al Medioevo (VI-XIV sec.) e la formazione dei Villaggi Rupestri (chiese, case e frantoi scavati nella roccia)

Le Chiese Rupestri
Il comprensorio è una delle aree archeologiche medievali più importanti del Mediterraneo. Tra il IX e il XIV secolo, monaci basiliani e comunità locali scavarono nella roccia splendide chiese decorate con affreschi di scuola bizantina.
  • Mottola: Definita la "Spia delle Gravine", custodisce nel suo territorio la Chiesa Rupestre di San Nicola, soprannominata la "Cappella Sistina della civiltà rupestre" per l'eccezionale stato di conservazione dei suoi affreschi medievali.
  • Massafra e Palagianello: Conservano complessi rupestri di enorme valore come la Chiesa di Sant'Antonio Abate o il Complesso di San Leonardo, veri e propri templi sotterranei con navate, absidi e altari ricavati direttamente dal masso tufaceo.

Villaggi Rupestri e le Case-Grotta
Nelle gravine di Ginosa e Castellaneta sono perfettamente visibili interi villaggi scavati nella roccia. A Ginosa, il Rione Rivolta e il Rione Casale testimoniano come la popolazione abbia vissuto all'interno delle case-grotta fino alla prima metà del Novecento. Questi ambienti ipogei erano vere e proprie abitazioni articolate con stalle, cisterne per l'acqua e sistemi di canalizzazione.

Escursionismo e Trekking

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Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è attraversato da una rete di sentieri mappati. Le escursioni variano dai percorsi panoramici lungo i bordi superiori (accessibili a tutti) ai trekking tecnici sul fondo delle gravine, che richiedono guide autorizzate e calzature adeguate.

Logistica e Collegamenti
Il comprensorio è facilmente raggiungibile dalla costa jonica risalendo le strade provinciali in circa 20-30 minuti d'auto. I centri storici di Castellaneta, Laterza e Ginosa offrono affacci panoramici immediati e sicuri sui rispettivi canyon senza necessità di affrontare escursioni a piedi.

I Centri Visitatori e i Presidi del Parco
La vastità del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine richiede punti di riferimento logistici precisi per l'accesso e la comprensione scientifica del territorio.

Centro Visite Oasi LIPU Gravina di Laterza
Situato in Via Selva San Vito a Laterza, è il principale polo per il monitoraggio dell'avifauna e il turismo naturalistico. La struttura è dotata di un'aula didattica con diorama esplicativo della gravina, percorsi d'affaccio attrezzati e pannelli scientifici. Da qui partono i sentieri guidati per l'osservazione dei grandi rapaci nidificanti.

Rete Museale Conca delle Gravine:
Un'infrastruttura culturale integrata che coordina i siti archeologici e i musei dei comuni di Ginosa, Laterza e Castellaneta. Permette di mappare i flussi turistici e offre accessi guidati alle aree ipogee protette, ottimizzando la fruizione dei reperti ceramici e preistorici rinvenuti nei canyon.

Uffici Info Point Locali
Strutture presenti nei centri storici (come l'Info Point di Massafra o i Centri di educazione ambientale di Laterza) forniscono mappe cartografiche dei sentieri d'alveo, contatti delle guide escursionistiche autorizzate AIGAE e calendari delle aperture delle chiese rupestri affrescate
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